T1963-E34

T1963-E34

Tecnica

Olio su tela

Dimensioni

cm. 80 x 65

Anno

1963

Provenienza

Galleria d’Arte Sianesi, Milano;
Galleria il Traghetto, Venezia;
Collezione Giovanni Camuffo, Venezia;
Collezione Orsatti & Antonini, Verona;
Collezione privata, Torino;
A.M. Arte Moderna, Brescia.

In quest’opera del 1963, Hans Hartung compone una sinfonia visiva di graffi e luce, dove l’impeto gestuale incontra l’equilibrio cromatico, sfrigolante, elettrico, vivo.

I tratti gialli, incisi con forza e decisione, si impongono sulla superficie della tela come segni vitali, ferite luminose che aprono il nero e il blu profondo dello sfondo, sono linee vive, taglienti, che esplodono come radici al contrario e che salgono verso un cielo interiore, non descrivono ma evocano, non spiegano ma suggeriscono tensione, energia, esistenza.

L’azzurro a sinistra, intenso ma silenzioso, è la quiete apparente che precede l’esplosione, il blu scuro, invece, è il vuoto profondo da cui emergono i graffi gialli, come se la luce stesse tentando di farsi strada tra le ombre, lacerando la superficie della realtà.

Hartung non rappresenta: incide. Non dipinge: combatte, ogni tratto è gesto puro, non calcolo ma impulso.

In questo spazio pittorico, il gesto diventa pensiero, l’istinto si fa forma e la materia si piega alla volontà dell’artista, ma mai del tutto, mantenendo quella carica primordiale che fa vibrare l’opera tra controllo e caos, è qui che il segno diventa respiro, e il respiro diventa grido.

Questa specifica opera è un’esplosione trattenuta, una testimonianza visiva del dramma e della bellezza del segno, in essa si legge l’anima astratta del XX secolo, fatta di tensioni, rotture e desiderio inarrestabile di trascendere i limiti della forma.