Gino Severini nasce a Cortona il 7 aprile 1883. Terminati gli studi, nel 1899 si trasferisce a Roma, dove segue i corsi d’arte a Villa Medici. Nel 1901 conosce Umberto Boccioni, grazie al quale entra nella cerchia di Giacomo Balla, che avvicina entrambi alla pittura divisionista. Cinque anni dopo va a Parigi, dove approfondisce la pittura impressionista, frequentando i più importanti protagonisti delle avanguardie: Georges Braque, Paul Signac, Amedeo Modigliani, Juan Gris e Pablo Picasso.

Collabora allo sviluppo del Cubismo, tuttavia accetta l’invito di Filippo Tommaso Marinetti ed aderisce al Futurismo, firmando il Manifesto tecnico della Pittura Futurista con Boccioni, Balla e Carrà nel 1910. Espone alle mostre futuriste, dalla prima presso le Galerie Bernheim-Jeune di Parigi, nel 1912, e anche a quelle che seguono in Europa e negli Stati Uniti. L’anno successivo tiene le prime mostre personali a Londra e a Berlino, e, durante il conflitto, dipinge temi legati alla guerra nello stile futurista.

Nel dopoguerra abbandona futurismo e cubismo, seguendo il “richiamo all’ordine” lanciato da De Chirico nel 1921. Nel decennio tra il 1924 al 1934, dopo una crisi religiosa, si concentra in modo quasi totalitario all’arte sacra, sperimentando l’affresco ed il mosaico. Nel 1930 espone alla Biennale di Venezia e partecipa alla Quadriennale di Roma, nel 1931 e nel 1935, con una sala personale.

Severini si spegne a Parigi il 26 febbraio 1966.

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Biografia di Gino Severini