KET-KAB

KET-KAB

Tecnica

Acrilico su tela

Dimensioni

cm. 188,6 x 98,4

Anno

1987

Provenienza

Collezione Privata, acquistato direttamente dall'artista;
Anon Asta, Oger-Blanchet, Parigi, 8 ottobre 2013, lotto nr. 444;
Collezione privata, New York;
A.M. Arte Moderna, Brescia.

L’opera qui presentata, realizzata nel 1987 ma derivata da un progetto del 1960, testimonia la coerenza e la continuità della sua ricerca, l’acrilico su tela, di grande formato verticale (188,6 × 98,4 cm), si struttura in due campi distinti ma complementari: nella metà superiore dominano linee verticali bianche su fondo blu intenso; nella parte inferiore le linee si dispongono orizzontalmente, mantenendo la medesima tensione grafica, questa contrapposizione ortogonale genera un equilibrio dinamico che coinvolge attivamente lo sguardo dello spettatore.

L’elemento centrale dell’opera è la modulazione della linea: le fasce bianche si deformano, si interrompono e si espandono per accogliere forme geometriche pure, cerchi, rombi, rettangoli, ovali che emergono come vibrazioni ottiche all’interno di una griglia rigorosa, le forme sembrano pulsare, avanzare o arretrare, producendo un’illusione di movimento e tridimensionalità pur nella totale bidimensionalità della superficie pittorica.

Questa tipologia di opera rientra pienamente nella poetica dell’Op Art: l’effetto ottico nasce dall’interazione tra ritmo, contrasto cromatico e modulazione geometrica, il blu e il bianco, scelti per il loro forte contrasto, amplificano la vibrazione visiva e l’artista non dipinge oggetti, ma costruisce un’esperienza visiva basata sulla percezione instabile e sull’ambiguità spaziale, lo spettatore diventa parte attiva dell’opera: è il suo occhio che completa il processo, interpretando e rielaborando le tensioni tra figura e sfondo.

In questa composizione si coglie anche l’aspetto sistematico del lavoro di Vasarely: l’opera non è un episodio isolato, ma parte di una ricerca modulare, quasi matematica, in cui ogni variazione nasce da uno schema di base, l’arte diventa così un campo di sperimentazione razionale, dove regola e libertà convivono; la datazione doppia (1960/1987) sottolinea proprio questa continuità progettuale: l’idea originaria viene ripresa e realizzata in un momento successivo, confermando la validità senza tempo del suo linguaggio.

In definitiva, questa tela rappresenta in modo esemplare la visione di Victor Vasarely: un’arte internazionale, scientifica e universale, capace di trasformare la geometria in esperienza sensoriale attraverso la rigorosa semplicità di linee e forme.