@Estate of Paul Jenkins
William Paul Jenkins nasce a Kansas City, Missouri, nel 1923, il 12 luglio.
Da giovane incontra Frank Lloyd Wright ma è l’incontro con il pittore Thomas Hart Bendon che ha influenza su di lui, a cui confida di volersi dedicare alla pittura. Da adolescente lavora in una fabbrica di ceramica, dove impara molto sul colore.
La formazione e l’espressionismo astratto di Paul Jenkins
Nel 1948, a New York, studia per 4 anni all’Art Students League con Morris Kantor e Yasuo Kuniyoshi. I principi dell’espressionismo astratto si formano qui, grazie a loro. In questo periodo conosce anche Jackson Pollock, Mark Rothko, Lee Krasner e Barnett Newman. Jenkins si interessa anche alla filosofia esoterica di Gurjieff.
Nel 1951 utilizza per la prima volta la tecnica del “dripping”, che consiste nel far gocciolare il colore sopra la tela adagiata sul pavimento. Lo stesso anno viaggia in Europa, Italia e Spagna, trasferendosi a Parigi nel 1953.
Stringe dei forti legami con Restany, Tapié, Dubuffet e Tobey.
Le prime personali: Parigi, Seattle, New York
Nel 1954 si tiene la sua prima personale a Parigi presso lo Studio Paul Facchetti (che aveva già esposto Jackson Pollock).
La prima personale negli Stati Uniti sarà nel 1954 a Seattle, alla galleria di Zoe Dusanne, mentre la prima a New York City si tiene alla Martha Jackson Gallery, nel 1956.
La pittura come fenomeno astratto
Definito come espressionista astratto a volte si definiva come “fenomeno astratto”. Nel ’59 e ’60 studia Goethe e Kant e viene influenzato dalle teorie del colore di Goethe. Lo stile di Jenkins è caratterizzato dall’energia, onde luminose e spessi strati di pittura riempiono di colore l’occhio, mescolando opacità e trasparenza.
Dal 1960 si allontana dall’olio su tela e inizia a dipingere con un coltello d’avorio, fondamentale per il suo lavoro. La tela con steso prima il primer gli permette di controllare il flusso delle forme e del colore e il coltello non graffia la tela ma guida soltanto la pittura.
Durante gli anni Sessanta il suo lavoro viene esposto a Tokyo, Londra, New York, Parigi, Amsterdam.
Nel 1963 rileva il loft di William de Kooning dove lavorerà fino al 2000.
Nel 1964 è a Tokyo per la sua mostra alla Tokyo Gallery e lavora con Gutai.
Il ’68 e la scultura
Inizia a Murano, lavorando a un numero limitato di sculture in vetro con Egidio Costantini. Negli anni ’70 l’attività si intensifica.
Nel 1971 scolpisce un blocco di calcare francese da 2 tonnellate, attualmente all’Hofstra Museum Sculpture Garden di New York. Realizza un progetto scultoreo per un parco, Meditation Mandala, che vien poi fuso in bronzo.
Paul Jenkins e i collage
I collage cominciano ad apparire negli anni Settanta. Nel 1978 vi è la mostra alla Gimpel Weitzenhoffer Gallery di New York che integra sculture e collage. Negli anni Ottanta crea collage in onore del regista e attore francese Jean-Louis Barralt.
Il ritorno agli acquerelli
Negli anni Duemila torna agli acquerelli mentre lavora in Francia, poi esposti a Lille.
Tra il 2007 e il 2009 dona 5 mila pezzi dal suo archivio agli Archives of American Art.
Oggi, le sue opere sono ricercate da collezionisti e musei, testimoniando la sua influenza duratura nel panorama artistico.
Muore a Manhattan il 9 giugno 2012.
Biografia di Paul Jenkins
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