Franco Angeli

Giuseppe Franco Angeli nasce a Roma nel maggio del ’35 nel quartiere di San Lorenzo. Prende il cognome dalla madre Erminia Angeli.

Quando ha 9 anni il padre Gennaro muore e Franco inizia a lavorare come magazziniere, poi come carrozziere e infine come tappezziere, soprattutto quest’ultima esperienza con i tessuti avrà un’influenza sul suo percorso artistico.

Nel 1957 inizia a dipingere, senza formazione, a Orvieto, esorcizzando un malessere profondo e “cercando un modo per non essere solo”.

Franco Angeli e Alberto Burri

L’incontro con lo scultore Edgardo Mannucci a Roma fu importante perché lo stesso Mannucci era in contatto con il pittore Alberto Burri del cui lavoro Franco Angeli rimase affascinato e il cui lavoro di pittura venne influenzato verso un’arte informale dalla forte materialità delle componenti.

La sua appartenenza al Partito Comunista Italiano segna ulteriormente la sua pittura verso forti cromatismi e memoria, come queste “ferite da cui ho rimosso i pezzi di una benda”.

Gli anni Sessanta

Nel 1959 espone per la prima volta alla Galleria La Salita. Nel 1960 sempre alla La Salita la sua prima mostra personale. Cesare Vivaldi parlò di quei quadri come “lacrime di cose”. Sempre nel 1960 alla Galleria La Salita Angeli partecipa a un’altra collettiva “5 pittori” curata da Pierre Restany. Nel 1962 è alla Galleria Comunale d’arte moderna di Bologna, nel febbraio 1963 espone a “13 pittori” a Roma nella Galleria La Tartaruga.  Nel 1963 espone a Parigi alla Galleria J con altri artisti, fra cui Christo, mostra sempre a cura di Restany. Successivamente tiene una personale alla Galleria La Tartaruga a Roma.

Oltre l’arte informale per un’arte politica

Nel 1963 unisce pittura e manoscritti. Per una personale a Milano alla Galleria dell’Ariete presenta simboli urbani ideologici di Roma: I frammenti capitolini. Nel giugno del 1964 espone per la prima volta alla Biennale di Venezia. Nel 1965 espone a Roma, nell’autunno a Parigi, poi a Verona e Cannes. Nel 1967 e ’68 si susseguono numerose altre mostre.

Realizza il suo primo lungometraggio: “Giornate di lettura”, con cui partecipa alla IX Biennale d’Arte di San Paolo.

Tra il 1968 e il 1970 Franco Angeli si concentra sulle sue preoccupazioni politiche, in particolare il Vietnam, che lo spinge a produrre opere come “American University” e “Protest March”. Negli anni ’70 ancora, con “Canto popolare delle Ande” (dopo il colpo di stato in Cile del ’73), ritorna la guerra in Vietnam con “Anonimo eurasiatico” e “Compagni” dopo il colpo di stato militare in Grecia.

Nel 1975 conosce la sua compagna di vita, Livia Lancellotti.

Gli anni Ottanta lo vedono più impegnato sul tema della figurazione, con opere che ripropongono piazze deserte e marionette, sorta di autoritratti ironici, aspetti sempre più presenti nell’ultima fase della sua produzione artistica.

Muore a Roma il 12 novembre 1988.

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